Casa illuminata di notte con batteria di accumulo domestica accanto al muro durante un blackout

Guida all’acquisto · Blackout

Batterie portatili per blackout 2026: quale scegliere e quanti Wh servono

Quando salta la corrente le cose che contano sono poche: la luce, il telefono, la connessione, il frigorifero e, d’inverno, la caldaia. Una batteria portatile ben dimensionata le tiene in piedi in silenzio e senza fumi. Il segreto è non comprarla né troppo piccola né inutilmente grande.

  • ~1 kWhper una notte con frigo
  • <10-20 mscommutazione UPS
  • 4modelli a confronto

Un blackout di qualche ora è un fastidio, uno di una notte intera mette a rischio il contenuto del freezer, la connessione per lavorare e il riscaldamento. Rispetto a un generatore a benzina una batteria portatile ha tre vantaggi enormi: si usa dentro casa, non fa rumore e non va avviata. Il limite è uno solo: l’energia che contiene è finita, quindi va scelta con i numeri.

Scelta rapida

Quale taglia ti serve

  • Solo l’essenziale (router, luci, telefoni): 300-500 Wh coprono una notte intera.
  • Essenziale più frigorifero o smart working: circa 1.000 Wh, la taglia più sensata per la maggior parte delle famiglie.
  • Frigo, caldaia e luci per un giorno intero: 2.000 Wh, meglio se abbinati a un pannello solare.
  • Più giorni o carichi pesanti come pompe e autoclavi: sistemi da 4 kWh in su, collegati all’impianto da un elettricista.

Il calcolo di una notte senza corrente

Facciamo il conto su uno scenario realistico: blackout dalle 20 alle 8 del mattino, una famiglia che vuole restare connessa, vedere dove mette i piedi e salvare il frigorifero.

Consumi tipici, da verificare sui tuoi apparecchi. Il totale include un margine per le perdite dell’inverter.
ApparecchioConsumoOreEnergia
Router Wi-Fi o fibra12 W12144 Wh
Due lampade LED2 × 8 W580 Wh
Due smartphonecirca 15 Wh a ricaricauna ricarica30 Wh
Frigorifero da 250 kWh/annocirca 685 Wh al giorno12circa 345 Wh
Totale con perdite (÷ 0,85)circa 700 Wh

Il risultato dice che una batteria da 1.000 Wh supera la notte con un buon margine, mentre una da 500 Wh basterebbe solo senza il frigorifero. Se al mattino la corrente non torna, il margine residuo e un pannello sul balcone fanno la differenza. Per rifare il conto con i tuoi apparecchi c’è la guida su quanto dura una power station.

Cosa tenere acceso, in ordine

1

Apparecchi medici e comunicazione

Telefoni carichi e, se in casa c’è chi dipende da un apparecchio elettromedicale, quello prima di tutto. Chi usa dispositivi salvavita dovrebbe avere un piano concordato con il medico e segnalare la situazione al proprio fornitore di energia.

2

Luce e connessione

Due lampade LED e il router consumano pochissimo e cambiano completamente la notte. Il router, se possibile, va alimentato dall’uscita a 12 V con l’adattatore giusto.

3

Freddo e caldo

Frigorifero e congelatore d’estate, la parte elettrica della caldaia d’inverno. Sono i carichi che giustificano il salto a 1-2 kWh.

4

Tutto il resto

TV, PC fisso, piccoli elettrodomestici. Phon, forno, bollitore e piastra a induzione lasciali stare: svuotano la batteria in pochi minuti.

Frigorifero e caldaia: i due carichi che contano

Il frigorifero si calcola dal consumo annuo in kWh scritto sull’etichetta energetica, diviso per 365. Un modello recente consuma spesso tra 0,5 e 0,8 kWh al giorno, uno vecchio anche più del doppio. Durante il blackout aprilo il meno possibile: il freddo dura molto più a lungo di quanto si pensi. Approfondimento nella guida alla power station per frigorifero.

La caldaia a gas senza corrente non parte: servono energia per la scheda elettronica, il ventilatore e la pompa che fa girare l’acqua nei termosifoni. I circolatori moderni consumano poco, intorno ai 15-22 W secondo i dati raccolti per la Commissione europea, quelli vecchi fino a 60-90 W. Il consumo complessivo della caldaia è scritto sulla targhetta come potenza elettrica assorbita: con una batteria da 1.000 Wh si ottengono indicativamente 6-10 ore di funzionamento.

La caldaia di solito non ha la spina. È collegata direttamente all’impianto, quindi per alimentarla da una batteria serve un elettricista che installi una presa dedicata o un commutatore. Non improvvisare collegamenti.

La funzione UPS: il blackout che non te ne accorgi

Molte batterie portatili possono restare sempre collegate alla presa di casa e alimentare gli apparecchi attraverso di sé. Quando la rete cade, passano alla batteria in una frazione di secondo: i produttori dichiarano tempi di commutazione sotto i 10-20 millisecondi. Per router, PC e frigorifero vuol dire non accorgersi nemmeno del blackout.

Un avvertimento: queste funzioni (chiamate UPS o EPS) sono adatte alla maggior parte degli apparecchi domestici, ma i produttori in genere non le garantiscono come un gruppo di continuità professionale per server o apparecchi medici. Per quelli, verifica la scheda tecnica o scegli un UPS dedicato.

Quattro modelli a confronto

Abbiamo scelto quattro modelli con celle LiFePO4, la chimica oggi più adatta a una batteria che resta in casa per anni in attesa di servire. I dati sono quelli dichiarati dai produttori.

Dati dei produttori. I tempi di ricarica sono da presa di casa, con la modalità rapida attiva.
ModelloCapacitàPotenza (picco)UPSRicarica da retePesoCicli dichiarati
EcoFlow DELTA 31.024 Wh1.800 W (3.600 W)< 10 mscirca 56 min12,5 kg4.000
Anker SOLIX C10001.056 Wh1.800 W (2.400 W)< 20 mscirca 58 min12,9 kg3.000
BLUETTI Elite 200 V22.073 Wh2.600 W (3.900 W)< 15 mscirca 1,5 h24,2 kg6.000
EcoFlow DELTA Pro 34.096 Wh4.000 Wsìvedi schedacirca 50 kg, su ruote4.000

DELTA 3 o SOLIX C1000

La fascia da 1 kWh è quella giusta per la maggior parte delle case. Le due sono molto vicine: la DELTA 3 ha un picco più alto e una commutazione dichiarata più rapida, la C1000 è spesso un po’ più economica.

Elite 200 V2

Il doppio dell’energia per tenere frigo, caldaia e luci per un giorno intero. Pesa il doppio, quindi va scelto un posto fisso dove tenerla.

DELTA Pro 3

Non è più una batteria portatile, ma una piccola riserva domestica. Ha senso per blackout di più giorni e carichi pesanti, con un collegamento all’impianto fatto da un professionista.

Per un confronto più ampio, con modelli anche per camper e campeggio, c’è la guida alla miglior power station portatile 2026.

Collegarla all’impianto di casa: cosa non fare

Le indicazioni di protezione civile sono chiare: un generatore non va collegato all’impianto generale di casa, ma direttamente agli apparecchi che servono. Vale anche per le batterie portatili. I cavi con due spine maschio che si trovano in vendita online sono pericolosi: possono rimandare tensione sulla rete e mettere a rischio chi ci sta lavorando, oltre a danneggiare l’impianto.

Se vuoi alimentare più stanze o carichi fissi come caldaia e autoclave, la strada giusta è un commutatore installato da un elettricista, che separa la casa dalla rete prima di collegare la batteria.

  • Durante il blackout spegni gli apparecchi che non usi, così al ritorno della corrente non ripartono tutti insieme.
  • Non usare l’ascensore finché la corrente non è tornata stabile.
  • Se usi anche un generatore a benzina, mai in casa, in garage o sul balcone chiuso: il monossido di carbonio è mortale.
  • Al ritorno della corrente riaccendi gli elettrodomestici uno alla volta.

Tenerla pronta per quando serve

Una batteria da blackout passa la maggior parte della vita ferma in un armadio. Le celle LiFePO4 sopportano bene l’attesa, ma non sono eterne: conservala in un posto fresco e asciutto, controlla la carica ogni pochi mesi come indicano i manuali e falla lavorare ogni tanto, magari alimentando il router per una sera. Se ha la funzione UPS, la soluzione più semplice è lasciarla sempre collegata tra la presa e il router o il frigorifero: così è sempre carica e interviene da sola.

Per i blackout lunghi la vera assicurazione è il sole. Un pannello pieghevole o un piccolo impianto da balcone ricaricano la batteria anche quando la rete non c’è: trovi tutto nella guida ai generatori solari da balcone.

Domande frequenti

Quanto dura una batteria da 1.000 Wh durante un blackout?

Con router, due lampade LED e telefoni, ben oltre una notte. Aggiungendo un frigorifero di consumo medio, circa 12-15 ore con tutto acceso, di più se dai priorità al frigo e spegni il resto quando non serve.

Una batteria portatile può alimentare tutta la casa?

No, non tutta insieme. Anche i modelli più grandi arrivano a qualche migliaio di watt: bastano per le cose essenziali, non per forno, piano a induzione, lavatrice e condizionatore contemporaneamente. Per alimentare l’impianto serve un commutatore installato da un elettricista.

È sicuro tenerla in casa?

Sì, a differenza di un generatore a benzina non produce gas di scarico. Le celle LiFePO4 sono considerate le più stabili tra le batterie al litio, ma nessuna batteria è a rischio zero: tienila lontana da fonti di calore, non coprire le prese d’aria e usa solo cavi e caricatori originali.

Meglio una batteria portatile o un generatore a benzina?

Per blackout di qualche ora o di una notte, la batteria: si usa in casa, è silenziosa e parte da sola. Per interruzioni di molti giorni senza sole il generatore ha più autonomia, ma va usato solo all’aperto. Il confronto completo è nella guida generatore solare o a benzina.

Il nostro metodo

Capacità, potenze, tempi di commutazione e cicli sono dati dichiarati dai produttori, non nostre misure. I consumi degli apparecchi sono valori tipici e il rendimento dell’85% è una nostra stima prudente.

Guide collegate